Gerrit Thomas Rietveld
Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 24 giugno 1888 – Utrecht, 25 giugno 1964) è stato uno dei principali protagonisti del movimento De Stijl e una figura centrale nell’evoluzione del design e dell’architettura modernista. Figlio di un falegname, iniziò lavorando nella bottega del padre, sviluppando un rapporto diretto con materiali, costruzione e artigianato. Nel 1917 aprì un proprio laboratorio e iniziò a progettare mobili innovativi, tra cui la celebre Red and Blue Chair (1918–1923), che divenne un simbolo dell’estetica neoplastica per l’uso rigoroso di linee ortogonali, colori primari e struttura a vista.
Nel 1924 realizzò, in collaborazione con Truus Schröder, la Schröder House a Utrecht: un’icona dell’architettura moderna caratterizzata da spazi fluidi, pareti mobili e un linguaggio formale essenziale. Negli anni successivi ampliò il suo lavoro all’architettura residenziale, all’edilizia sociale e al design di arredi economici e modulari, coerenti con l’idea di democratizzare il buon design.
Rietveld non fu solo un formalista, ma un innovatore che cercò di coniugare avanguardia artistica, funzionalità e vita quotidiana. Il suo contributo ha influenzato profondamente il design del XX secolo, anticipando minimalismo, razionalismo e l’approccio industriale alla produzione. Morì nel 1964, lasciando un’eredità progettuale che rimane ancora oggi punto di riferimento internazionale per architetti e designer.
Gerrit Thomas Rietveld
Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 24 giugno 1888 – Utrecht, 25 giugno 1964) è stato uno dei principali protagonisti del movimento De Stijl e una figura centrale nell’evoluzione del design e dell’architettura modernista. Figlio di un falegname, iniziò lavorando nella bottega del padre, sviluppando un rapporto diretto con materiali, costruzione e artigianato. Nel 1917 aprì un proprio laboratorio e iniziò a progettare mobili innovativi, tra cui la celebre Red and Blue Chair (1918–1923), che divenne un simbolo dell’estetica neoplastica per l’uso rigoroso di linee ortogonali, colori primari e struttura a vista.
Nel 1924 realizzò, in collaborazione con Truus Schröder, la Schröder House a Utrecht: un’icona dell’architettura moderna caratterizzata da spazi fluidi, pareti mobili e un linguaggio formale essenziale. Negli anni successivi ampliò il suo lavoro all’architettura residenziale, all’edilizia sociale e al design di arredi economici e modulari, coerenti con l’idea di democratizzare il buon design.
Rietveld non fu solo un formalista, ma un innovatore che cercò di coniugare avanguardia artistica, funzionalità e vita quotidiana. Il suo contributo ha influenzato profondamente il design del XX secolo, anticipando minimalismo, razionalismo e l’approccio industriale alla produzione. Morì nel 1964, lasciando un’eredità progettuale che rimane ancora oggi punto di riferimento internazionale per architetti e designer.

